Timestamp: 1397586970

suddendaybreaker:
Quante lingue conosci? Dove le hai imparate? (Mi aspetto una risposta pragmatica, non poetica, allegorica o filosofica :P) Anche a me piace leggere i libri in diverse lingue, specialmente se si tratta della lingua in cui sono stati scritti.

'Conoscere' nel mio caso è un parolone ahahah diciamo che, come hai detto tu, leggere in lingua originale è tutta un'altra storia rispetto alle traduzioni freddine e poverissime che si trovano in giro, anche se di opere conosciutissime…amo più di tutto i diversi suoni, e appena trovo qualche cosa che mi soddisfi per il contenuto (in genere poesie vista la loro brevità e la mia ignoranza) passo anche intere ore a leggerle da sola ad alta voce per vedere se dalle mie labbra esce qualcosa di sensato oppure no. Il russo, il tedesco e il francese soprattutto, mentre invece ultimamente odio spagnolo e portoghese. A te quali attirano di più? Russo penso, inglese anche

debaserboy:

Сегодня прихожу утром домой, а на столе лежит карточка с Ф.Кафкой. 

Мне до безумия приятно и одновременно стыдно, что мое написанное письмо до сих пор не было отправлено. Сегодня обязательно его сброшу в ящик.

Timestamp: 1397136755

wordsfullofechoes:

A manuscript page of  Franz Kafka’s Diaries

Timestamp: 1397136735

lamoresaattendere:
Molto bello il tuo blog, tutto da leggere. A cominciare dalla descrizione in poi.

jumping---theberlinwall:
Grazie del follow, mi hai fatto scoprire il tuo blog e mi piace un sacco!

Ti ringrazio tanto :)

Adolfo

Adolfo, che più di ogni altra cosa odiava prendere il treno, quel giorno decise di prenderlo, come obbligato da se stesso o da una qualche altra forza incontrollabile e oscura che forse, come gli venne spontaneo pensare, aveva a che fare in qualche modo col passato. Sul mezzo di trasporto rumoroso e frammentato sul quale controvoglia era salito, senza però avere una qualche meta, incrociò più volte lo sguardo di certi passeggeri inspiegabilmente sudaticci e appiccicosi, domandandosi, in un modo che era quasi ossessivo, come questi potessero permettersi di possedere un tale aspetto senza vergognarsene affatto, ma parendo al contrario totalmente spensierati. Così, privato di qualsiasi speranza nei confronti di quel suo tragitto che avrebbe potuto portarlo ad una vita comune di uomo-normale, cominciò pure lui a sudare: dapprima la sua fronte si coprì di qualche gocciolina rada, fredda, incolore; poi divenne un fiume. La metamorfosi che lo colpì fu totalmente prevedibile e reale. Mentre rapidamente percepiva le sue membra sciogliersi, si sorprese a pensare alla Bulgaria, terra che mai aveva visto la suola delle sue scarpe e mai aveva udito i colpi della sua tosse; ormai completamente liquefatto, diede un ultimo sguardo al paesaggio veloce che scorreva dal finestrino e si commosse, arrecando a se stesso altre gocce dannose. Si accorse, infatti, volgendo lo sguardo al di fuori, che con quel treno senza meta non avrebbe mai raggiunto la Bulgaria, luogo che, in quegli attimi in cui ancora si trovava ad essere uomo, rappresentava il suo unico e ultimo rimpianto. Fragoroso, poi, fluì.

Arrivederci carissima Elsa. Pensa qualche volta a me e lavora bene. Al tuo ritorno a Roma se vorrai ti comprerò l’automobile.

Alberto Moravia - 1951